LIBERAMENTE IMPARO

Lucia

06 febbraio 2019

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Aumento della dislessia in Italia

Sono diventati tutti dislessici?

Mi sento spesso dire che ormai le certificazioni vanno via come il pane, con un sottile sottinteso che la maggior parte di queste siano false o, per lo meno, inattendibili.

Secondo alcuni, le certificazioni vengono strumentalizzate dai genitori che, con questo turpe escamotage, giustificano figli scansafatiche o “limitati”;

secondo altri, sono gli ingordi riabilitatori a trovare giovamento da questo abietto meccanismo.

In realtà in parte è vero. Molti bambini dichiarati “positivi” non soffrono di disturbi specifici dell’apprendimento evolutivi puri,ma di disturbi acquisiti a causa di due motivi fondamentali:

da una parte i sistemi di test, basati sulle performance che non hanno caratteristiche sufficienti a separare gli effetti dell’apprendimento della neurobiologia funzionale da quelli di un insegnamento non funzionale e scorretto;

dall’altra, l’uso di metodi d’insegnamento che ostacolano l’apprendimento e provocano le stesse difficoltà che riscontrano i dislessici.

Colteheart ha imputato le difficoltà di letto-scrittura per il 70% alle scelte metodologico-didattiche adottate dagli insegnanti.

L’interessante articolo, che trovate tra le references, dimostra – con forti dati statistici confermati dallo studio effettuato su un campione di quasi duemila bambini tra gli 8 e i 10 anni – che ancora il numero di bambini con DSA è sottostimato nelle scuole italiane.

Quindi i bambini con tali difficoltà non vengono ancora totalmente individuati.

Forse il concetto d’inclusione è l’unico che può aiutare i docenti a superare questa ecatombe di dislessici che piovono dal cielo e, forse, sarebbe meglio pensare ad una didattica innovativa per l’insegnamento della letto-scrittura che sia non solo inclusiva, ma brain friendly.

Un metodo che faciliti l’acquisizione di tali abilità e prevenga l’aumento dei bambini che soffrono di “difficoltà di apprendimento” causate da disturbi acquisiti e non genetici.

Un metodo basato sulle nuove conoscenze in ambito neuro-cognitivo, che diminuisca il numero di “falsi positivi” e non renda severi gli eventuali DSA.

Il Metodo Liberamente imparo nasce con questo obiettivo e, essendo inclusivo e brain friendly, garantisce ai docenti il giusto percorso per un’azione d’insegnamento che appiani le difficoltà, ma che nel contempo, le riconosca precocemente prevenendole.

Bibliografia

Barbiero, C., Montico, M., Lonciari, I., Monasta, L., Penge, R., Vio, C., … & Crescenzi, F. (2019). The lost children: The underdiagnosis of dyslexia in Italy. A cross-sectional national study. PloS one, 14(1), e0210448.

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