LIBERAMENTE IMPARO

Lucia Maria Collerone

27 marzo 2018

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Cognizione e pratica didattica

L’articolo scritto tra gli altri da Paul Howard-Jones, uno de gli scienziati pionieri che tra i primi si sono interessati del collegamento possibile tra neuroscienze e scienze della cognizione ed educazione, conferma, a distanza di poco meno di 10 anni dai suoi primi scritti (2009), la necessità di utilizzare le informazioni scientifiche per costruire le conoscenze e la pratica degli insegnanti.

Negli USA lo sforzo di considerare la pratica di classe in termini scientifici moderni, è stata di recente identificata con il termine “Science of learning”.

In Italia, il percorso “Cervello, cognizione & Educazione” ha creato il collegamento tra scienze della cognizione e la pratica didattica in relazione agli apprendimenti di base, quali la letto-scrittura e il calcolo.

Gli studiosi, autori dell’articolo, indicano come alcune scelte di pratica didattica trovino un riscontro nel reale funzionamento cerebrale. Precisano come il richiamo di conoscenze pregresse come fondamento delle nuove conoscenze e l’utilizzo della working memory per stabilizzare le nuove acquisizioni stimolano l’uso della corteccia prefrontale. Diviene necessario scaricare la memoria a breve termine per rendere facilmente recuperabile e stabile il sapere e, quindi, bisogna che le abilità apprese vengano automatizzate e passate alla gestione e al processamento in altre aree cerebrali e ciò può avvenire impegnando gli alunni in attività in cui tali abilità sono impiegate, in compiti a basso livello di rischio, cioè che sono in grado di svolgere facilmente e a basso carico emotivo e ansioso, come possono essere i test.

Le immagini provenienti dalle tecniche delle neuroscienze suggeriscono che il richiamo ripetuto di informazioni, mediante stimoli e input diversi, fa in modo che il cervello le rappresenti in modi diversi, connettendole con diversi significati e rendendo più semplice recuperarle nella memoria, proprio perchè più ricche di connessioni e, quindi, più stabili a livello neuronale. Creare memoria non significa dunque ripetere lo stesso stimolo più volte, ma fornire diversi input e stimoli per la stessa informazione.

Questa è la base scientifica della scelta del metodo di letto scrittura e calcolo “Libera…mente imparo”che propone l’apprendimento del grafema e del corrispondente fonema attraverso un numero variegato e multisensoriale di stimoli che favoriscano le connessioni all’informazione necessaria alla codifica e decodifica dei segni grafici e la rendano stabile e facilmente recuperabile, automatizzandone il recupero per un impiego minimo di energie e un uso sempre più funzionale e cognitivamente alto delle abilità di lettura e scrittura di base.

Se vuoi approfondire segui il link: www.liberamenteimparo.it

Riferimenti bibliografici:

Jones, P. H. (2009). Introducing neuroeducational research: Neuroscience, education and the brain from contexts to practice. Routledge.

Howard-Jones, P., Ioannou, K., Bailey, R., Prior, J., Yau, S. H., & Jay, T. Applying the science of learning in the classroom.

 

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