LIBERAMENTE IMPARO

Lucia

28 agosto 2018

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento: il mio viaggio con loro

Tutto iniziò così

Sono quindici anni che studio i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, il mio interesse nacque quando scoprii che dovevo aiutare i miei figli a superare le loro difficoltà.
Sono passati tanti anni, a quei tempi non si parlava ancora di DSA, il nome che era stato dato a tali disturbi era semplicemente dislessia.

Iniziai uno studio folle: internet, libri, manuali, articoli scientifici, seminari e convegni. Volevo saperne di più, in fondo ero solo una madre che voleva aiutare i propri figli.

Sono un’insegnante di lingue straniere e il fatto che conoscessi molto bene l’inglese mi facilitò tantissimo. Allora gli studi sulla DSA erano solo agli inizi e, come spesso accade, le informazioni migliori erano divulgate da riviste straniere.
Utilizzavo quelle informazioni per aiutare i miei figli a leggere e a scrivere e spesso mi chiedevo come avrei potuto io, da sola, una semplice insegnante di lingue straniere, aiutare mio figlio a fare quello che la scuola non era riuscita a fare.
Mi domandavo anche come sarei riuscita io in quell’intento, con un tempo infinitamente minore a disposizione e con il gioco come unico mezzo. Con mio figlio non era possibile fare altro: dopo tante ore di scuola e con tutte le difficoltà che incontrava durante il giorno, il pomeriggio tornava a casa distrutto; ma, come dice il proverbio, Chi la dura, la vince. 
Con molta fatica e impegno, applicando in pratica ciò che studiavo in teoria, mio figlio in soli 2 mesi imparò a leggere e a scrivere.

Una presa di coscienza

Il mio percorso di comprensione di questa malattia iniziò quando mi chiesi cos’è la dislessia, come funziona l’apprendimento e come è possibile superare certi ostacoli. Solo così sarei riuscita ad aiutare mio figlio.

Il passaggio successivo consistette nel domandarmi come un insegnante, in classe, potesse aiutare i bambini a superare le difficoltà o, ancora meglio, quale potesse essere il metodo che garantisse scelte didattiche inclusive per il raggiungimento dell’eccellenza.

Così nacque il Metodo Liberamente Imparo, proprio durante gli anni in cui mi ritornavo a fare la studentessa e studiavo la Neurobiologia della lettura in un dottorato di ricerca in Scienze Cognitive. Furono 3 anni durissimi che però mi permisero di acquisire nuove competenze scientifiche e di accreditare i miei studi che fino ad allora erano stati da autodidatta.

Bisognava divulgare per cambiare le cose, bisognava far comprendere alle famiglie cosa fosse la dislessia, solo così la vita di chi soffriva di Disturbi Specifici di Apprendimento sarebbe cambiata.
Bisognava spiegare che tutte quelle cose fin’ora considerate stranezze avevano un nome: discalculia, difficoltà di memoria, la disnomia, difficoltà di lettura o  disortografia.

200 Giorni: il mio libro

Mi chiedevo quale sarebbe stato il modo migliore per parlare di DSA e dopo averci pensato un po’ decisi che avrei adottato il mio punto di vista, quello della ragazzina che aveva già vissuto l’esperienza della dislessia insieme alla sua famiglia.
Quel giorno nacque 200 giorni, un romanzo che ha come protagonista Lorena: una ragazzina di 16 anni che frequenta il terzo anno di Scuola Superiore ed è affetta da DSA.

Questo libro nasce come mezzo divulgativo del mio sapere, scientifico e personale, racconta cosa significa essere affetta dai Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La malattia viene raccontata da molti punti di vista, questo permette anche a chi non ha ancora capito come funziona la dislessia, di comprendere a fondo il meccanismo che sta alla base di questa neurodiversità.
Dentro la figura di Lorena ci sono io come madre, io come insegnante, io come ricercatrice, io come studiosa, ma soprattutto ci sono io come persona che ogni giorno lotta insieme a mamme e insegnanti che vivono la dislessia e la sua brutale quotidianità.

A chi è rivolto questo romanzo?
200 giorni nasce per i ragazzi che devono capire le loro stranezze per trasformarle in peculiarità;
200 giorni nasce per i genitori che devono comprendere i loro figli e per saperli aiutare e proteggere, perché – ahimè –  oggi c’è ancora bisogno di protezione come quindici anni fa;
200 giorni nasce per gli insegnanti che devono imparare a riconoscere – lo dice la legge – per cominciare ad operare attivamente;
200 giorni nasce per tutti voi che avete incontrato – o incontrerete – dei ragazzi affetti dai DSA, questo libro vi insegnerà a comprenderli e ad apprezzare le loro stranezze.

Essere differenti – non uso la parola diversi perché ha una connotazione sempre negativa – è l’unica carta che ha avuto il mondo per poter progredire.
200 giorni è un inno alla capacità di affrontare le difficoltà, alla resilienza, 200 giorni è il mio inno alla vita.

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