LIBERAMENTE IMPARO

Lucia Maria Collerone

11 luglio 2019

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Il Metodo di letto-scrittura “Liberamente imparo” qual è il terreno di ricerca su cui si fonda?

La domanda di base che ha dato origine al percorso di ricerca che mi ha permesso di creare il Metodo di letto-scrittura “Liberamente imparo” è stata: come funziona il cervello quando si impara a leggere e scrivere, quali sono le informazioni che ci possono fornire le Neuroscienze cognitive sulla letto-scrittura?

Se il luogo fisico dell’apprendimento è il cervello incarnato in un corpo, allora erano quelle le informazioni che più dovrebbero interessare chi agisce su tale sistema per veicolare gli apprendimenti.

Le informazioni che le Scienze della Cognizione e in modo particolare la Neurobiologia del linguaggio ci forniscono, indicano come il cervello funzioni e di conseguenza come le azioni d’insegnamento debbano essere direzionate perché l’apprendimento sia facilitato e “brain friendly”.

Il mio percorso di studi come Dottore di ricerca, iniziato nel 2010 partiva proprio da queste domande e da questo assunto e ha indirizzato e guidato la ricerca azione che si svolgeva in quegli anni nella scuola per sperimentare sul campo il Metodo di letto-scrittura che avevo creato.

Era un percorso di ricerca innovativo, unico in Italia che trovava però fondamento in percorsi di ricerca internazionali molto importanti e all’avanguardia.

Uno dei punti di riferimento del mio ragionamento di ricerca fu stimolato dalle prospettive di studio di centri come questo: http://www.educationalneuroscience.org.uk/ che ogni docente dovrebbe conoscere e frequentare.

Adesso molti parlano della relazione tra Neuroscienze e apprendimento, ma il  Metodo di letto-scrittura “Liberamente imparo” è l’unico che abbia trasformato le informazioni delle scienze della cognizione in un organizzato sistema d’insegnamento, sperimentato in reale situazione di classe e sostenuto da una ricerca scientifica rigorosa e che nel 2012 ha permesso di inserire il percorso nei Progetti di Ricerca Nazionale.

Molti docenti si rendono conto come non sia più possibile pensare a scelte didattico-metodologiche che non tengano conto delle nuove scienze della cognizione. Quello che prima era avanguardia adesso è una necessità che viene sostenuta dal concetto di inclusione.

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