LIBERAMENTE IMPARO

Lucia

07 dicembre 2018

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Scienze Cognitive e Educazione

È possibile collegare le Scienze Cognitive all’Educazione?

Questa è la domanda sulla quale si basa la ricerca scientifica che sostiene il testo scientifico Processo di lettura. Tra cognizione ed educazione.

L’innovazione didattica garantisce i cambiamenti necessari che possano dare risposte significative e pragmatiche alle sempre diverse esigenze di apprendimento che si evidenziano in relazione all’evolversi della società e ai problemi che possono nascere nel contesto scuola.

La ricerca scientifica, la ricerca in azione che ne sperimenta le informazioni e i cambiamenti della politica scolastica sono le basi fondanti di tale innovazione. L’innovazione didattica per essere efficace deve rigorosamente essere fondata su informazioni per quanto possibili certe e sottoposte al vaglio scientifico.

In questi ultimi vent’anni la ricerca scientifica che si è interessata della cognizione, ha ricevuto una spinta di propulsione senza precedenti, dall’uso delle tecniche di neuroimmagine in vivo, che permettono di comprendere i meccanismi cerebrali sottostanti alle funzioni alla base dell’apprendimento.

Le Scienze Cognitive, dove convergono le scienze dure – come le Neuroscienze ma anche le Scienze psicologiche, filosofiche, linguistiche ed etologiche – sono l’ambito di ricerca dove tutte le scienze che si interessano della cognizione si sono unite per un approccio globale e funzionale alla comprensione dei meccanismi di apprendimento e comportamentali che caratterizzano l’essere umano e le sue funzioni specifiche.

Alla fine degli anni ’90 alcuni studiosi come Bruer (1997) Stanovich (1998), Caine (1990) e altri hanno cominciato a chiedersi se e in che modo conoscere il metodo di apprendimento del cervello, potesse essere utile per le Scienze dell’Educazione.

Lo scoglio da superare era colmare lo spazio tra le informazioni fornite dalle scienze dure, che si interessano del singolo spike neuronale e le scienze dell’Educazione che si interessano dell’essere umano nella sua complessità.

Il dibattito è stato molto acceso e continua ai nostri giorni. I diversi studiosi (Caine, 1998; Ansari, 2005, 2006; Goswami, 2015) hanno dato risposte diverse, ma tutti hanno sottolineato l’enorme utilità che le Neuroscienze possono avere per le scienze dell’educazione.

Secondo la neurolinguista Jodie Tommerdhal della Texas University (2010) per colmare tale divario è necessario procedere per livelli. Il primo passaggio è quello delle neuroscienze che studia il cervello a livello delle sue cellule e studia come le informazioni si trasmettono, durante le attività percettivo-cognitive. Il livello successivo è quelle delle neuroscienze cognitive che studia le funzioni e le architetture cerebrali collegabili in modo diretto alla cognizione, servendosi delle tecniche di neuro-immagine. Il livello che segue è quello dei meccanismi biologici che si focalizzano sul collegamento tra le azioni fisiche e le funzioni, i meccanismi psicologici alla base della cognizione.

Il livello delle teorie educative è quello in cui le teorie d’insegnamento e apprendimento vengono sviluppate basandosi sulle indicazioni provenienti dai livelli precedenti.

Una volta che il metodo è strutturato in linea teorica si passa all’ultima fase del percorso, cioè il livello della classe in cui le nuove proposte metodologiche d’insegnamento sono testate mediante la ricerca in azione.

Sulla base di tali indicazioni nel 2010, come ricerca dottorale in Scienze Cognitive presso l’Università di Messina, è stato creato un percorso di ricerca chiamato “Cervello, Cognizione & Educazione” il cui scopo è quello di creare metodi di insegnamento fondati sul reale funzionamento cerebrale capaci di garantire un approccio inclusivo nella prassi didattica.

L’idea di inclusione che scaturisce da tale percorso è molto innovativa, perché basata sulle informazioni riguardanti le basi neurobiologiche dell’apprendimento e danno informazioni in continuo aggiornamento sulle modalità cerebrali di “default”, che accomunano qualunque cervello che impara, ad esempio a leggere o parlare una seconda lingua o la matematica.

Il percorso di ricerca è l’unico per ora in Italia e a livello internazionale, che abbia portato a compimento tutto il percorso, dall’ideazione alla sperimentazione in ricerca-azione di un Metodo per la letto-scrittura nato dal connubio tra Scienze della Cognizione e dell’Educazione e i cui prodotti siano implementati e utilizzati nella prassi didattica reale.

Il primo prodotto di questo percorso di ricerca è il Metodo di letto-scrittura e calcolo per la classe prima di scuola Primaria chiamato Liberamente imparo (Collerone, 2011, 2012, 2013, 2014), sperimentato in azione di ricerca negli anni scolastici 2008/2010, attualmente adottato in numerose scuole d’Italia, da insegnanti aperti all’innovazione e ai nuovi percorsi didattici che nascono da questo connubio scientifico e danno origine a quello che scientificamente viene definito “brain based learning”. Nuovi prodotti, presto disponibili, saranno un metodo per l’apprendimento della lingua inglese per i diversi livelli scolastici e una App per l’apprendimento della letto-scrittura rigorosamente testati per una didattica inclusiva.

Bibliografia

Ansari, D. (2005). Time to use neuroscience findings in teacher training, Nature, 437, 26.

Ansari, D. & Coch, D. (2006). Bridges over troubled waters: education and cognitive neuroscience, Trends in Cognitive Sciences, 10, 146 151.

Caine, R. N., & Caine, G. (1990). Understanding a brain-based approach to learning and teaching. Educational Leadership, 48(2), 66-70.

Caine, R. N., & Caine, H. (1998). Building a bridge between the neurosciences and education: Cautions and possibilities. NASSP Bulletin, 82(598), 1-8.

Collerone Lucia, M. (2011) ll cervello che legge “Libera…mente impara”. Educare.7.Doi 10.4440/20111106/collerone.

Collerone, L.M. (2012), L’educazione Neuroscientifica: collegare le scienze cognitive all’educazione. Atti del nono convegno AISC,  pag. 27-33. Curato da F.Cecconi, M. Cruciani, Editore UniTrento.

Collerone L.M.  (2013) Il riuso neuronale come fondamentale principio riorganizzativo del cervello:dalla teoria biolinguistica alla pratica sperimentale nel campo della Educazione Neuroscientifica. Atti del 6° Convegno Nazionale dei Dottorandi di ricerca CODISCO 2012 “Animals, Humans, Machines. The Whereabouts of Language”24-26/09/2012 Uniroma3.

L.M.Collerone, G.Città, G.Buttafuoco (2014) Progetto di ricerca”Cervello, Cognizione & Educazione” un approccio multidisciplinare per la creazione  di metodologie didattiche “ brain friendly” per l’apprendimento della lingua inglese scritta per bambini della classe prima della scuola primaria. Rivista Mondo Digitale di Didamatica pp.466-471 ISBN 978-88-98091-31-7.

Gozuyesil, E, and Dikici, A. (2014) The Effect of Brain Based Learning on Academic Achievement: A Meta-Analytical Study, Educational Sciences: Theory and Practice, 14, 2, p.642-648.

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